Disperdiamo? si ma non disperiamo

Le coperte degli edifici sono tra le maggiori cause dell’inefficienza termica. E i mancati interventi di riqualificazione pesano per il 20% sulla bolletta energetica. Eppure investire per eliminare gli sprechi può essere anche un buon affare. 

Il tetto ha molti sinonimi. E’ prima di tutto sinonimo di casa, di luogo che protegge, ripara, difende dalle intemperie, prima fra tutte la pioggia. E per questo motivo nel passato gli interventi primari sui tetti esistenti sono sempre stati quelli di una messa in sicurezza da eventuali infiltrazioni d’acqua, con le guaine impermeabilizzanti che hanno coperto milioni e milioni di metri quadrati di tetti. Ma la parola tetto ha anche altri significati, uno dei quali indica il limite massimo oltre il quale non andare. “Raggiungere il tetto”, “non superare il tetto”, “fissiamo un tetto”, sono espressioni che usano questa parola per indicare un limite. Ed è abbastanza paradossale che nel momento in cui utilizziamo in modo così semplice, come metonimia, questa parola, non consideriamo che il tetto, quello vero, quello che sta sopra le nostre case, in realtà potrebbe essere contemporaneamente non solo la copertura contro le intemperie, ma anche quell’elemento strutturale in grado di porre un tetto ai nostri consumi energetici. Che sono notevoli, perché viviamo in alloggi e in edifici energivori che consumano troppo e che, con adeguati interventi, potrebbero diventare molto più contenuti nei consumi, garantendo  miglior comfort abitativo e riducendo, al contempo, le emissioni di Co2 in atmosfera, che sono una delle cause del cambiamento climatico che ha portato in questi mesi 175 paesi a firmare l’accordo di Parigi per il suo contenimento e la sua riduzione.

 

 ALTERNE FORTUNE

Il tetto è oggi uno dei sistemi tecnologici legati alle componenti degli edifici che più di altri viene interpretato, presentato, proposto come un sistema, con alterne fortune. Perché, spesso nei condomini e in certe aree del Paese, l’unico intervento di miglioramento al quale è associato è quello relativo all’impermeabilizzazione. Eppure, se andassimo a verificare quanto il tetto comporta in termini di dispersioni termiche scopriremmo che, in assenza di un adeguato isolamento, costa ogni anno dal 20% al 25% della nostra bolletta energetica. Da un quinto fino a un quarto. Non è poi così poco, considerando che  mediamente una famiglia in Italia ha una spesa per consumi energetici (energia elettrica, gas, altri combustibili) compresa tra 1.600 e 3mila euro all’anno, secondo le aree climatiche. Un tetto ben coibentato consente di risparmiare almeno il 20%, ovvero tra i 300 e i 600 euro all’anno. Una cifra che, se associata agli incentivi fiscali per le ristrutturazioni e rigenerazioni energetiche, pari al 65% di quanto speso, nell’arco di dieci anni potrebbe rappresentare una somma che se opportunamente investita non solo garantirebbe il suo totale recupero in termini economici e finanziari, ma anche un risparmio effettivo successivo agli interventi oltre il decimo anno che garantirebbe per sempre una sorta di “rendita annua” non trascurabile. Ma tra 6mila euro in dieci anni di risparmio di bolletta e oltre 10mila di risparmi fiscali 65% su un intervento da 15mila euro complessivi, i numeri ci raccontano che in dieci anni l’intervento si ripaga completamente e, nel frattempo il comfort, delle abitazioni aumenta di almeno il 20%, se non di più. E va considerato che i valori che stiamo usando sono valori prudenziali.

 

LO CHIEDE IL MONDO

La lotta alle dispersioni termiche e alla ricerca di una migliore efficienza energetica delle abitazioni oggi è entrata nell’agenda mondiale grazie a Cop21 e all’accordo di Parigi e l’Europa nella propria programmazione 2014-2020 ha spinto molto in questo senso. E i produttori di materiali e le altre realtà che operano nel settore hanno da tempo messo in atto pacchetti, componenti e soluzioni che consentono  di realizzare o intervenire su un tetto esistente migliorando al massimo le prestazioni sia in termini energetici che di impermeabilizzazione, mantenendo una elevata traspirabilità. Già due anni fa scrivemmo che paradossalmente nella nuova concezione dell’edilizia orientata al risparmio energetico si potrebbe affermare che la casa si costruisce dal tetto e non dalle fondamenta e a ben osservare il paradosso non è poi così paradossale. Ovviamente considerando le diverse tipologie di tetti presenti in italia nelle diverse regioni c’è la necessità di avere soluzioni diverse e sistemi di intervento tarati sulle specifiche situazioni edificate, dalle case singole, mono-bifamiliari e degli edifici condominiali di piccola dimensione, ai tetti piani degli edifici condominiali di grande dimensione. Ma va considerato anche l’ampio mercato dei sistemi di copertura degli edifici pubblici, di quelli industriali e commerciali e delle attività del terziario. Un sistema altamente complesso che necessita di soluzioni specifiche e mirate.

 

LA RICONVERSIONE

Altro tema, che va inserito in questo contesto e sul quale alcuni comuni, come nel caso di bologna, hanno iniziato a operare, è la bonifica e riconversione dei tetti che presentano amianto e per i quali la Ue ha approvato una risoluzione che prevede la rimozione definitiva entro il 2028. Dodici anni sembrano molti ma, in realtà, per la dimensione dei metri quadri di tetti in amianto presenti in Italia rischiano di essere appena sufficienti. La rimozione dell’amianto, prevista dalla Ue per la verità non riguarda solo le coperture, ma certamente sulle coperture vi è la maggior parte dell’amianto usato in passato. Nonostante la messa al bando dell’amianto estesa a tutta l’Europa nel 1999, infatti, nel nostro continente (e non solo) ci sono ancora milioni di edifici, uffici, navi e tubature che contengono amianto e questa è un’ulteriore sfida alla quale il mercato deve assolvere con soluzioni integrate, soluzioni che oggi sono alla portata di tutti proprio grazie al combinato disposto tra incentivi fiscali, risparmio energetico e basso costo del denaro. E, grazie a prodotti finanziari flessibili, che permettono il finanziamento di spese di ristrutturazione da piccola dimensione, oggi è più fattibile e soprattutto conveniente rimettere mano al tetto.

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